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DURER Bulini ed Incisioni

Nella sua produzione artistica Albrecht Dürer ha utilizzato principalmente due tecniche: la xilografia prima e il bulino successivamente. Basti considerare che tutto il suo patrimonio artistico arrivato fino a noi si compone di circa 250 xilografie, 100 bulini, 6 acqueforti e 3 puntesecche.

Ma qual è la differenza tra queste due tecniche, che offrono un risultato finale simile, seppure quello del bulino risulta più dettagliato?

La xilografia è una tecnica di stampa in rilievo, ovvero è ottenuta bagnando di inchiostro una matrice su cui le parti da stampare si trovano in rilievo. La matrice viene preparata dall’artista scavando in tavolette di legno le aree che devono essere vuote. Ci sono due tipologie di tavolette: legno di testa, più duro da lavorare e si ha quando il legno è tagliato in senso perpendicolare alla vena o legno di filo, più morbido, ottenuto da un taglio longitudinale alla vena dell’albero.
La tavoletta viene preparata utilizzando diversi strumenti per l’incisione, anche a seconda dei tratti che devono essere incisi. Successivamente l’intera superficie viene bagnata d’inchiostro attraverso un rullo, lasciando vuote le superfici scavate, stampando quindi un negativo di quanto inciso.

La tecnica del bulino, invece, rientra nelle tecniche di stampa in cavo, ovvero l’inchiostro viene rilasciato sul foglio di carta mediante dei segni incisi sulla superficie della matrice. Albrecht Dürer utilizzava delle matrici in rame, che venivano intagliate per via di un bulino, ovvero un piccolo scalpello d’acciaio con un manico in legno che si adattava alla conca della mano dell’incisore. Durante l’incisione si sollevano dei riccioli di materiale che vengono poi rimossi con un raschiatoio che serve appositamente per pulire tutti i solchi. Proprio i solchi vengono poi riempiti di inchiostro e trasmetteranno quanto disegnato al foglio di carta.

(Fonte: Lorenzo Taccioli)